Giusto. ...Giusto? << E' solo che sento il marcio e il disagio accumularsi e rodermi, divorarmi con sempre più forza.>>. <<Consolami>> sbottai, con quelle lacrimucce che mi ustionavano gli occhi: <<Consolami, consolami, consolami, consolami>>. Mi trascinai fino a raggiungere le sue gambe, appendendomi alla stoffa dei suoi pantaloni: <<Consolami, consolami, consolami! Rivolgimi quelle parole che tanto mi incantavano, rivolgimi quelle parole affettuose, fallo anche se significherà mentire, mentimi, mentimi, mentimi>>. Da che cosa stavo venendo guidata? Lo sapevo bene, quel vecchio demone bianco aveva nuovamente preso dominio di me. Non che io fossi in grado di fare molto per impederglielo, no? Se non ricoprendomi di quelle che lei chiamava menzogne. Alla fine, si girò, guardandomi dall'alto in basso. Le lacrime bagnavano le mie guance, susseguendosi. Singhiozzavo. <<Io non voglio... non sono mai voluta e...